Kit splitboarding
Il kit splitboarding offerto da Pathron include tutto quanto necessario ad un rapporto qualità/prezzo al momento ineguagliabile. Il supporto post vendita però è piuttosto limitato; similmente la garanzia del produttore.
La tavola è all mountain mediamente flessibile con camber in grado di affrontare qualsiasi pista a qualsiasi velocità con grande stabilità; in fuoripista con neve farinosa resta molto facile da manovrare e dimostra una discreta galleggiabilità. Il fondo sinterizzato è di ottima qualità, le lamine arrivano già ben affilate. Piuttosto leggera, potrebbe essere rifinita meglio nei bordi a contatto con le lamine ma sembra un problema comune a tutte le splitboard.
Gli attacchi sono di buona qualità in termini di performance; completamente realizzati in acciaio inox sono molto rigidi dimostrandosi reattivi e precisi nel trasmettere i comandi. Senza dubbio la mobilità è limitata nella direzione della tavola ma dipende molto dallo scarpone. Dotati di apertura Fastec, i cinghioli sono in plastica (non in Delrin) e i cricchetti in metallo/plastica; sono rigidi come il telaio inox. In condizioni di gelo (-10/-5) diventano un po’ duri da regolare ma comunque funzionali. Non è possibile bloccare gli attacchi in modalità touring per cui in discesa (>15 gradi) è particolarmente instabile anche se chi è pratico di telemark potrebbe dimostrare il contrario.
Gli alzatacchi Voile in due altezze consentono di ridurre facilmente la fatica in pendii fino a 40 gradi; possono essere agevolmente alzati ed abbassati con una picca che, per sicurezza, ovviamente è necessaria in pendii superiori ai 25 gradi. Personalmente la tengo infilata in un anello dell’imbrago.
Le pelli Contour sono effettivamente molto semplici da utilizzare e manutenere. La falcata ovviamente dipende dalla persona ma le pelli permettono di scivolare 15-35 cm in piano e fino a 80cm in lieve discesa. Molto grip in salita sia con neve dura, bagnata o farinosa.
In modalità touring la splitboard può essere usata sia con gli attacchi completamente aperti che chiusi in backward lean; si dimostra leggera da spingere nonostante gli attacchi inox (che però costano un quarto di quelli in alluminio). In discesa, anche se lieve, è meglio chiudere gli attacchi e piegare le ginocchia in modo da spostare il peso indietro e sopra gli attacchi. Di traverso, con gli attacchi chiusi, le lamine penetrano facilmente e conferiscono stabilità; per chi non ha grande mobilità delle caviglie può essere necessario ridurre di 1-2cm la larghezza della pelle. Si cambia direzione facilmente sia in A-turn che in kick-turn nonostante sia necessaria un minimo di forza per abbassare la punta rapidamente.
La tavola si divide e si ricongiunge senza problemi nonostante un minimo disallineamento che occorre sia in condizioni di gelo (-5/-10 gradi) che no (1/5 gradi). Montati gli attacchi dopo pochi metri la tavola si dimostra perfettamente ricongiunta.
In generale il kit di Pathron offre molte ore (e Km) di divertimento ad un prezzo accessibile senza sacrificare la sicurezza e le performance. Senza dubbio un ottimo acquisto che userò in autunno, primavera ed estate sul ghiacciaio quando non sarò in pista o freeride.
In conclusione, considero il kit di Pathron un ottimo compromesso per molteplici utilizzi: sci alpinismo in media quota, backcountry, e pista.






